all’Istituto Veneto 
            di Scienze Lettere ed Arti 
            per la seconda edizione della The Venice Glass Week

            Fragile cinema
            Giovedì 13 settembre 2018, ore 19
            introduce Carlo Montanaro


Come molti elementi della quotidianità la presenza del vetro viene data per ovvia quando, nel cinema, si ricostruisce la vita.
Finestre, bicchieri, bottiglie, lampadari, damigiane, scarpe, lampadine, contenitori vari colpirebbero più per la loro eventuale assenza che non per il fatto di risultare, logicamente, visibili.
Non è allora facile identificare situazioni narrative nelle quali l’esistenza del vetro diventa utile se non indispensabile. Fragile cinema ha provato ad identificare intere sequenze o solo spezzoni di opere per lo schermo dove risultino evidenti il vetro, chi lo costruisce, chi lo utilizza chi lo “subisce”. Riferendosi alla lavorazione in luoghi dall’aspetto tra il magico e il diabolico, le fornaci incandescenti (ne sa qualcosa don Giovanni) dove artigiani spesso autentici artisti plasmano manufatti unici pur nelle tipologie divenute classiche (come possiamo verificare con James Bond o Lino Toffolo). Facendoci affascinare da mirabili coppe (con Katherine Hepburn e Rossano Brazzi). Ma il vetro è anche una conquista industriale che ha consentito di vivere la luce naturale, se non fosse che la sua trasparenza significa anche fragilità e la fragilità può diventare pericolosa perché la scaglie taglienti (Dario Argento insegna) possono devastare i corpi. I vetri altre volte ancora si compongono in insiemi robusti (agibili a possibili “soliti ignoti”) ma normalmente facili allo sfondamento, quando non è la stessa figura identificata da un puzzle di pezzi policromi a prendere vita (la prima volta del digitale nel cinema) con un iroso e bidimensionale cavaliere medioevale. Le lastre più piccole e consuete, quelle delle finestre, diventano ottimi bersagli di “monelli” o dei dispettosi Totò e Peppino. E sempre di vetro son le “boule” con la neve che copre un sogno perduto o le bottiglie con, dentro, i modelli di veliero. Ci son poi bicchieri, con latte “sospetto”, o sensibili alla voce del soprano. E poi le scarpette della fiaba di Cenerentola. Per arrivare ad un deposito di lastre di ogni genere con uno specchio a due vie, più trasparente che riflettente. E ancora gli animaletti di vetro a lume che nel più incredibile dei filmati Karel Zeman, animatore cecoslovacco, prendono vita.
Fragile cinema è stato costruito per THE VENICE GLASS WEEK dall’Archivio Carlo Montanaro.

INFO
ivsla@istitutoveneto.it
Tel. +39 041 2407711
ingresso libero fino a esaurimento posti