FROLLIE a cura di MontaDell

Inaugurazione sabato 2 giugno
ore 17.30

Leone Frollo, fumetto, fotografia e cinema
(quando si andava a 8 mm)

“Luciana alla Biennale”
a cinquant’ anni dal ’68


dal 2 giugno al 29 luglio 2018
dalle 17.00 alle 19.00
chiuso il martedì – ingresso libero

Quando il cinema andava a 8mm. Sembra una frase sibillina ma in realtà identifica il complemento importante di uno dei disegnatori di fumetto veneziani cresciuti nell’immediato dopoguerra. Per la gran parte di loro il cinema era la realtà narrativa cui ispirarsi nella speranza di poterlo, prima o dopo fare, mentre per Leone Frollo (classe 1931) è stata la possibilità “amatoriale” (l’8 millimetri, appunto) di esprimersi al di là del disegno. Con il “passoridotto” si faceva tutto da soli, sceneggiatura, ripresa, montaggio, sonorizzazione. Un esempio col sapore dell’inedito è LUCIANA ALLA BIENNALE, un corto a colori realizzato all’interno della Biennale del ’68, per i più la “Biennale del dissenso”, per altri una Biennale piuttosto informale e quindi per certi versi ironicamente criptica. Un piccolo film che, nel suo cinquantesimo anniversario sarà al centro di FROLLIE, la personale dedicata a Leone Frollo che si inaugura sabato 2 giugno alle 17.30 a LA FABBRICA DEL VEDERE, in Calle del Forno, Cannaregio 3857, vicino alla Ca’ d’Oro. Voluta da Claudio Dell’Orso con la complicità di Carlo Montanaro (curatela: MontaDell), questa ventiseiesima Mostra della FABBRICA spazia tra i fumetti, l’occupazione principale di Leone Frollo (storie d’avventura, di erotismo –Lucifera, Biancaneve, Mona Street, Casino-); la fotografia con particolare attenzione al ritratto (un Hugo Pratt del 1953) e al piccante con l’interno di una casa di tolleranza pre-Merlin; e, come si diceva, il cinema non professionale. Cinema 8mm del quale si potrà rivedere la completa e complessa attrezzatura (cinepresa, proiettore sonoro-magnetico, moviola, incollatrice, esposimentro…) che consentiva non senza fatica quell’autonomia che oggi è estremamente facilitata dal computer e dalla gestione digitale delle immagini.

Leone Frollo, il Maestro di Rialto

Mise in posa e fotografò nel 1953 i colleghi Hugo Pratt e Giorgio Bellavitis, sul tetto di un palazzo a San Cassiano. L’uno destinato a notorietà internazionale mentre l’altro, laureato in architettura come lui, abbandonerà il fumetto per la professione. Ma l’amico Leone Frollo non volle apparire assieme a loro. Peccato. Un’innata riservatezza ha sempre caratterizzato la personalità di questo maestro dell’erotismo soft. Inaugurò la carriera artistica nel 1948, collaborando a testate locali.  Mentre dal 1952, la passione per il cinema lo spinse a girare cortometraggi a passo ridotto – sei fino agli anni Settanta – molto apprezzati dalla critica. Iniziò il filone sexy-horror con la diavolessa Lucifera nel 1966. Seguì la capostipite della sexy fiabe, Biancaneve, che agiva in un Medio Evo quasi disneyano, dal 1972. Ambientazione parigina anni Venti, invece, per Naga Romanoff (1975), disinvolta figlia dell’ultimo zar. Unico sequestro subìto per offese alla morale quando illustrò l’episodio L’uomo supposta. Superfluo scendere nei dettagli. Seguirà L’orrenda storia di Dracula bambino (1979) dalle atmosfere gotiche. Quindi, nel 1980 Yra, vampira per forza. Affrontò anche il genere sf con il serial Fan, principe ecologico rubato all’agricoltura. Al suo raffinato stile esaltato da atmosfere Belle Époque venne affidata la serie Casino (1985) che stemperava le situazioni scabrose tramite godereccio umorismo. Nel frattempo, altri lavori apparvero sulle riviste specializzate in erotismo d’autore Glamour International e Diva. Seguiranno le collaborazioni a Playboy anni 1988-89, Playmen Comix, Blue e Nu Attitudini morbose quindi volumi in Italia, Francia e Spagna. L’ultimo personaggio del 1991 ebbe un nome evocativo (perlomeno in veneziano!) Mona Street, piccanti esperienze di una bostoniana furbetta dal vistoso popò. Nel 2006 il Museo d’Arte Erotica in Piazza San Marco gli dedicò un’esposizione di tavole e acquerelli, con protagoniste trasgressive bellezze. Sono “frollie” che definiscono la sua fama di “disegnatore che ama le donne” per il gusto di esaltarne lo charme, senza compiacimenti morbosi. Creativo dietro la cinepresa, eccellente fotografo, maestro d’erotismo. Ecco a voi Leone Frollo, il Maestro di Rialto.  (Claudio Dell’Orso)