WORKSHOP STOP MOTION  BIS

venerdì 15 – sabato 16 – domenica 17 luglio 2016
Con Francesca Ferrario e la collaborazione di Masha Starec

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WORKSHOP STOP MOTION

venerdì 27 – sabato 28 – domenica 29 maggio
Con Francesca Ferrario e la collaborazione di Masha Starec

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L’era del digitale si comincia ad affermare nella cinematografia partendo dal modo probabilmente più puro di creatività, quello gestibile, al limite, da una sola persona che può essere soggettista, produttore, regista e quant’altro: il cinema d’animazione. Il paradosso che permette tecnologicamente di dar vita a tutto, partendo dal disegno. Quasi naturale, allora, nel collegamento con la rassegna ormai tradizionale dedicata al CINEMA SVIZZERO A VENEZIA, avvicinarsi anche a quel settore di una cinematografia poco frequentata e conosciuta. Quasi naturale allora che, alla FABBRICA DEL VEDERE venisse proposto un workshop di tre giorni nel quale due professioniste svizzere, hanno lavorato nella realizzazione di uno short “svezzando” quattro aspiranti animatrici che studiano all’Accademia di Belle Arti di Venezia grazie ad interventi specifici. Marjolaine Perreten e Séverine Leibundgut, con il supporto della prof.ssa Masha Starec, hanno aiutato-insegnato a Sara Savi, Sara Trabucco, Irene Catozzi e Chiara Mantello a firmare “MAMA?”, corto frutto delle più diverse tecniche d’animazione, dalla scomposizione dei fondi di caffè, al “decoupage”, dal disegno poi colorato in digitale, al classico “traccia-cancella-ritraccia” che mantiene il senso grafico dell’improvvisazione. Come celebrare questo piccolo ma significativo evento? Scavando nell’Archivio Carlo Montanaro alla ricerca di testimonianze proprio di animazione d’altri tempi, di quando tutto era solo manuale, e l’inventiva dei disegnatori, al di là delle azioni, era anche quella della scomposizione dei gesti in “celluloidi” (in inglese “cel”, qui da noi “rodovetri”) sovrapposte, dei sandwich di segni che, nella trasparenza, lasciavano trapelare gli sfondi dipinti a tempera o ad acquerello. Non tutto ma di tutto, solo in alcuni esempi di animatori famosi. Addirittura degli anni ’40 come gli italiani Sgrilli e Gibba. Passando per alcuni elementi di due dei primi lungometraggi italiani (Vip mio fratello superuomo di Bruno Bozzetto e Putiferio va alla guerra di Roberto Gavioli), o altri mitici del mai dimenticato Carosello (Miguel di Paul Campani, Cocco Bill, da Jacovitti ma disegnato da Pierluigi De Mas). Passando per artisti dell’allora est europeo (Zagabria con Marusic, Bonek, Grgic, Bucarest con Popescu-Gopo e Laurentiu Sirbu). Arrivando ai “nostri” Manfredo Manfredi, Guido Gomas, Stepán Zàvrel, Secondo Bignardi. E finendo con i pezzi da ’90: Walt Disney, Richard Williams, e l’antesignano, l’inventore dell’animazione, il francese Emile Courtet in arte Cohl, presente con una storia di cinque vignette, risalente all’inizio del ’900.  ANIMAZIONI è visitabile, dopo l’inaugurazione di sabato 30 aprile, alla FABBRICA DEL VEDERE sempre dalle 17.00 alle 19.00, fino al 2 luglio. Chiuso il martedi. Ingresso libero