Sabato 16 dicembre
alle ore 17.30

L’ Archivio Carlo Montanaro e La Fabbrica del Vedere
presentano la mostra

Calendario 2018
Diorami

con le fotografie di Francesco Barasciutti

dal 17 – 12 – 2017
al 25 – 01 – 2018

dalle 17.00 alle 19.00
chiuso il martedi
ingresso libero

 

E’ ormai diventata una tradizione la Mostra del Calendario alla FABBRICA DEL VEDERE a Cannaregio, vicino alla Ca d’Oro (con il prossimo probabile ripristino dell’imbarcadero del vaporetto). Una tradizione legata alle collezioni dell’Archivio Carlo Montanaro, fotografate da Francesco Barasciutti. Dal 2015, infatti, si stanno ripercorrendo le tappe che hanno portato gradualmente alla conquista dell’”immagine animata”. E che partono dall’avvenuta capacità tecnologica ed artistica di riprodurre le immagini grazie alla realizzazione di una matrice. I “diorami teatrali” di Martin Engelbrecht, infatti, sono una variante più complessa e spettacolare delle coeve “vedute d’ottica”, la acqueforti anche colorate a mano che dall’inizio del ‘700, ispirandosi alla grande pittura vedutista, hanno permesso di concretizzare “le lontananze e le prospettive” del mondo allora conosciuto (il “mondo novo”). E prefigurano quanto la Mostra che si apre sabato 16 dicembre alle ore 17.30 è in grado di dimostrare, ovvero, la capacità scenografica del nascente teatro, nella ricostruzione prospettica del palcoscenico. Vicino a sette DIORAMI dell’incisore tedesco, infatti, nella Mostra verranno presentati anche due giochi cartacei (tra ‘800 e ‘900) che consentivano ai fanciulli di realizzare veri e propri allestimenti tratti dalla riduzione di drammi famosi (Othello, Il Mercante di Venezia) e di simularne la recitazione con attori a loro volta di carta. Carta e cartoncino, elementi effimeri non facilmente identificabili e difficili da conservare. Ma di indubbio fascino per la loro semplicità e genialità costruttiva. La Mostra, la ventunesima dall’apertura della FABBRICA DEL VEDERE, rimane aperta dalle 17 alle 19 dal 17 dicembre agosto al 25 gennaio p.v., con chiusura il martedì e nelle feste comandate.


Saturday 16 December at 5.30 p.m.

Febbrica del Vedere

Exhibition of Calendar 2018

DIORAMI

Photographs by Francesco Barasciutti

The Exhibition of Calendars at FABBRICA DEL VEDERE, which by now has become a tradition, will take place in Cannaregio near Ca’ D’Oro.  A tradition related to the collection of Archivio Carlo Montanaro, photographed by Francesco Barasciutti.  Since 2015, in fact, the phases which gradually led to the conquest of the ”animated image” are being retraced.  These start from the technological and artistic ability to reproduce images, thanks to the realization of a template.   Martin Englebrecht’s “theater dioramas,” in fact, are a more complex and spectacular variant of  “optical cityscapes” (veduta di ottica) of the time, those etchings, also colored by hand, which since the beginning of the 18th century, inspired by the great cityscape artists, made possible the realization of “the distance and perspective” of the world known at the time (the “new world,” mondo novo).  They anticipate what the Exhibition – which opens Saturday 16 December at 5.30 p.m.—proposes to demonstrate, that is, the capacity for the scenography of the emerging theater to reconstruct perspective on the stage.  Near the German engraver’s seven DIORAMAS, the Exhibition also presents two paper games (between 1800 and 1900), which allow children to carry out an actual staging from the adaptation of famous dramas (Othello, The Merchant of Venice) and to simulate the performance with actors actually made of paper.  Paper and cardboard, ephemeral elements not easily identifiable and difficult to preserve, but undoubtedly fascinating for their simplicity and ingenious construction.  The exhibition, the twenty-first since the opening of FABBRICA DEL VEDERE, will remain open from 17 December to 25 January from 5 pm. to 7 p.m. – closed Tuesdays and holidays.  The FABBRICA DEL VEDERE is located on Calle del Forno, 3857 in Cannaregio.

Admission free.


 

 

Martedì 21 novembre 2017 al Teatro dei Dioscuri, Roma

Mostra dedicata alle fotografie di Francesco Pasinetti, derivata dal libro QUESTA E’ VENEZIA – 1943 edito da Marsilio
con Cinecittà Luce, Centro Sperimentale di Cinematografia e Cineteca Nazionale.
cura Carlo Montanaro

Per Michelangelo Antonioni era ‘un simbolo’. Per Vittorio De Sica niente di meno che ‘la nostra coscienza’. Era stato il primo ragazzo d’Italia a laurearsi con una tesi sul cinema, e a spiegare che si trattava di un’arte (era il 1933, lui aveva 22 anni).
Suo è il primo libro del paese sulla storia del cinema. Suo un film ‘Il canale degli angeli’ del 1934, che è un capolavoro neorealista. Il neorealismo non esisteva, era il 1934 (lui aveva 23 anni).
Suoi sono alcuni documentari splendidi, sulla sua Venezia, sull’arte, sull’industria, sulla chirurgia, e ancora oggi vederli fa pensare al cinema che sarebbe venuto dieci, venti anni dopo.
Sue le scoperte di alcuni giovani: Antonioni, Guttuso, Pietro Ingrao, Citto Maselli, i primi passi di Alida Valli.
È stato sceneggiatore, drammaturgo, brillante critico (ha portato il cinema alla radio, tra i primi), docente del Centro Sperimentale (a lui si deve il primo germe della Cineteca Nazionale).
È stato uno sperimentatore, geniale precursore, prematuro in tutto (aveva 37 anni quando è scomparso).
Ancora oggi, a quasi 70 anni dalla scomparsa, Francesco Pasinetti è oggetto di un vero culto, ma che attende ancora un riconoscimento da parte di un pubblico più largo.
Pasinetti è stato anche un fotografo.
E come per il suo cinema, un fotografo dai risultati incredibilmente moderni e felici.

Ora una mostra a Roma permette di scoprire questa sua produzione, e di fare il punto sulla sua figura di grande anticipatore che presenta in 80 scatti restaurati e stampati da Francesco Barasciutti, lo sguardo dell’artista.
Tema principale è quello di una vita: Venezia, la città natale di Pasinetti. Città di scorci, di prospettive. Città di puro cinema naturale. Ma non c’è solo Venezia, in mostra: Pasinetti teneva sempre a portata di mano la sua macchina fotografica.
Ci sono istanti rubati alla realizzazione di un film. I provini di fotogenia di aspiranti attori e attrici come Alida Valli e Carla Del Poggio.
Ci sono altri luoghi, come New York e Roma. Immagini dedicate alla figura umana, nudi, ritratti e giocosi e inusitati autoritratti. Lo sguardo di un autore che sapeva dare al mondo una prospettiva di inattesa grazia.

Ad accompagnare la mostra un magnifico volume, Questa è Venezia – 1943 edito da Marsilio, libro progettato in vita da Pasinetti e portato alle stampe oggi, con 200 scatti e un ricco apparato critico, storico e filologico.
Un’altra occasione per fare il punto sull’occhio-Pasinetti. Inoltre una suggestiva sezione video, che mostrerà al pubblico alcuni dei cortometraggi di Pasinetti degli anni ’30-‘40 e un video di testimonianze di suoi sodali e collaboratori.